L’acqua minerale non è più pulita di quella del rubinetto.

6 Giugno 2019

L’acqua in bottiglia è più pura? L’acqua minerale non è più pulita di quella del rubinetto. Anzi…

L’acqua che elimina l’acqua? Modelle e vip che si mantengono sane e in forma solo con l’acqua in bottiglia, proprio quella… è tutto vero? A dirla tutta no. Non esiste alcuna prova scientifica che dimostri che l’acqua minerale non è più pulita di quella del rubinetto nel nostro paese, anzi!

Eppure continuiamo a comprarla, tanto che l’Italia è al terzo posto al mondo per il consumo di acqua minerale e oligominerale.

Il lungo viaggio dell’acqua in bottiglia

L’acqua minerale è acqua di sorgente naturalmente pura e microbiologicamente equilibrata. Una volta l’anno quest’acqua, in pratica quasi privatizzata per la commercializzazione, viene analizzata dalle aziende imbottigliatrici, le quali ne autocertificano la qualità. La presenza di autocertificazione, quindi senza controlli regolari, già di per sé, potrebbe sollevare qualche perplessità. Ma proseguendo nel percorso di queste acque i dubbi non finiscono qui.

Una volta analizzata, l’acqua viene imbottigliata in vetro, ma più spesso in plastica, da aziende private, trasportata per centinaia o migliaia di km in tutto il mondo e venduta a prezzi esorbitanti. Senza considerare l’enorme impatto ambientale (e inevitabilmente economico) della produzione e dello smaltimento delle bottiglie e dei boccioni.

E quando arriva sugli scaffali di negozi e supermercati come scegliamo quale acqua bere? Le caratteristiche microchimiche delle acque in bottiglia sono diverse tra loro. A volte hanno un residuo fisso molto basso, inferiore ai 50 mg/l, oppure contengono poco sodio o pochi minerali (si tratta delle famose acque oligominerali, considerate erroneamente adatte ai bambini molto piccoli). Queste diversità diventano nella realtà potenti leve di marketing, molto spesso senza alcun fondamento. Basti pensare che un eccesso o un difetto di sali minerali non è affatto una sicurezza, anzi, molto spesso non fa affatto bene. E di certo non aiuta a dimagrire.

Con l’acqua del rubinetto siamo al sicuro e risparmiamo

L’acqua di rubinetto fa molta meno strada ed è assolutamente sicura. La rete idrica nazionale attinge per l’85% da fonti pulite e protette; sono controllate più volte all’anno (minimo 4) dalle Asl e dalle società che gestiscono gli acquedotti e ritenute conformi nel 99% dei casi. Le contaminazioni realmente pericolose per la salute sono praticamente pari a zero in Italia e riguardano realtà tipiche dei paesi in via di sviluppo oppure sono dovute alla presenza di piombo in stabili molto vecchi con impianti idraulici non a norma o ad acque direttamente provenienti da sorgenti e pozzi privati.

Eppure restiamo diffidenti. Il sapore non è sempre neutro, a volte non è limpida, oppure non conosciamo le reali condizioni delle tubature che portano al nostro lavandino. Oppure ancora le incrostazioni di calcare sono diventate un fastidio quotidiano, oltre che un danno per i nostri elettrodomestici.

Che si tratti di sicurezza o di gusto, esiste un modo economico, sicuro ed ecologico di bere acqua assolutamente pulita e buona installando a casa o in ufficio addolcitori o depuratori d’acqua

Dopo un’attenta analisi gratuita dell’acqua del tuo rubinetto, un consulente esperto Newline ti fornisce una consulenza per la scelta dell’addolcitore o del depuratore più adatto alle tue specifiche esigenze. In caso di un’acqua piuttosto dura e di residui di calcare nei filtri e nei rubinetti ti consiglierà se e quale addolcitore installare per preservare i tuoi elettrodomestici dalle incrostazioni. In caso di infiltrazioni o presenza di batteri, inquinanti o cloro ti consiglierà quale depuratore installare per bere acqua buona e pulita in tutta sicurezza.

Fai così: fissa ora un’analisi gratuita dell’acqua con un esperto Newline e poi decidi in tranquillità come bere la tua acqua pulita e sicura.

Conducibilità dell’acqua e residuo fisso.

6 Giugno 2019

Conducibilità dell’acqua e residuo fisso. Cosa sono?

Sul nostro pianeta non esiste nulla di più prezioso dell’acqua, lo sappiamo bene e percepiamo sempre più il pericolo della mancanza di fonti da cui ricavare acqua dolce potabile. Sfruttamento, inquinamento, effetto serra contribuiscono ad assottigliare la riserva della più importante fonte di minerali necessaria al nostro organismo.

I sali disciolti nell’acqua vengono definiti nutrienti essenziali in quanto il nostro corpo non è in grado di sintetizzarli da solo e deve quindi assorbirli dall’esterno, dal cibo e dall’acqua.

In Italia l’85% delle acque è di origine sotterranea e contengono quindi buone quantità di minerali che sono naturalmente assorbiti dal terreno (calcio, magnesio, fluoro, zinco, iodio, zolfo, potassio, fosforo, sodio,…). In molti casi la concentrazione di sali è tanto alta da poter definire queste acque terapeutiche, da assumere con una certa attenzione.

Il residuo fisso dell’acqua potabile in Italia si attesta in genere tra i 180 e i 730 mg/l, tipico di un’acqua poco o mediamente mineralizzata. Ma cos’è esattamente il residuo fisso?

Il residuo fisso: cos’è e quali sono i parametri di legge in Italia

Per residuo fisso si intende il precipitato ottenuto in seguito all’evaporazione d 1l d’acqua a 180°. Maggiore è il contenuto di sali minerali disciolti nell’acqua analizzata maggiore il peso del residuo ottenuto. In base a tale peso l’acqua viene così classificata:

  •         Minimamente mineralizzata o povera di sali: < 50 mg/l
  •         Oligominerale o leggermente mineralizzata: < 500 mg/l;
  •         Mediamente mineralizzata: tra 500 e 1000 mg/l.
  •         Ricca di sali: > 1500 mg/l

Per legge l’acqua dei nostri rubinetti non può essere troppo ricca di sali minerali e il valore massimo consigliato è di 1500 mg/l. Le acque con un residuo fisso superiore sono considerate acque terapeutiche e quindi da assumere solo sotto controllo diretto del medico come veri e propri integratori alimentari.

Per quanto riguarda invece residui fissi inferiori non esistono evidenze scientifiche che abbiano reali proprietà diuretiche o di altro tipo, sfatando quindi il mito delle acque oligominerali consigliate per i bambini, ma è vero d’altro canto che in molti casi le acque con un basso residuo fisso risultano effettivamente più leggere per i reni.

Leggi anche: L’acqua in bottiglia è più pura? L’acqua minerale non è meglio di quella del rubinetto. Anzi…

Conducibilità dell’acqua: cosa misura e perché è importante.

La conducibilità dell’acqua è il secondo parametro fondamentale che determina la presenza di sali minerali. Si tratta di una misura relativa, in quanto evidenzia una presenza di sali minerali più o meno abbondante. Nello specifico, i sali minerali presenti nell’acqua sottoforma di ioni, favoriscono il passaggio di corrente elettrica; maggiore è la loro concentrazione, maggiore è di conseguenza la conducibilità elettrica.

L’unità di misura della conducibilità della nostra acqua del rubinetto sono i micro Siemens per centimetro (µScm-1) misurati a una temperatura di 20°C e secondo il Decreto Legislativo 31/2001 non deve superare i 2.500 µScm-1.

Quali sono i problemi legati ad alta conducibilità o alto residuo fisso?

In genere l’acqua che scorre dai nostri rubinetti è ben equilibrata e adatta al consumo. Accade però che in alcuni momenti si verifichi un aumento improvviso. Questo momentaneo squilibrio causa un aumento del ph dell’acqua o della sua durezza, con possibili conseguenze anche sulla sua salubrità. Una aumento della conducibilità può anche essere sintomo di un aumento nella concentrazione di metalli pesanti o inquinanti.

Come controllare conducibilità e residuo fisso dell’acqua del rubinetto

Un ottimo modo per tenere sotto controllo la conducibilità dell’acqua è attraverso l’installazione di un depuratore domestico a osmosi inversa. Attraverso questo processo l’acqua viene filtrata forzatamente attraverso pressione da membrane semipermeabili che sono in grado di assorbire l’eccessivo contenuto in sali minerali e/o metalli.

Facile da installare e di minimo ingombro anche nella ristretta zona sotto il lavello, permette di rifornirsi costantemente di acqua depurata ed equilibrata.

È quello che ti ci vuole? Forse sì, forse no… Fai così: lascia che un nostro consulente esperto analizzi gratuitamente l’acqua del tuo rubinetto e ti consigli sul da farsi. Prenota ora il tuo appuntamento.

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Come eliminare i batteri dall’acqua di rubinetto?

6 Giugno 2019

Come eliminare i batteri dall’acqua di rubinetto?

L’acqua del rubinetto è sana e controllata più volte all’anno dalle società che gestiscono gli acquedotti e dalle autorità competenti. Ma… esistono casi molto particolari in cui l’acqua subisce delle contaminazioni o non può essere analizzata. Da cosa dipende? Come eliminare i batteri?

Da dove arriva l’acqua del rubinetto e quali rischi presenta se è contaminata

L’acqua nella maggior parte dei casi arriva in casa attraverso l’acquedotto. In questo caso è quasi sempre di buona o ottima qualità, ma può presentare delle caratteristiche organolettiche (odore e sapore) non piacevoli. Solo in alcune occasioni, in caso di rottura delle tubazioni o in regime di deroga, è necessario ridurre la presenza di elementi pericolosi o poco desiderabili.

In alcune zone invece, nei piccoli paesi o in abitazioni lontane dall’acquedotto, l’acqua viene presa direttamente da sorgenti o pozzi privati e necessita di un trattamento di potabilizzazione per poter essere utilizzata e consumata. Questo perché le falde acquifere e i pozzi possono essere contaminati da inquinanti animali, industriali o chimici.

In questi casi i rischi sono ovviamente i più disparati, ma vogliamo parlare solo del più probabile: la presenza di batteri. Coliformi totali e fecali (E.coli, enterobacter, klebsiella) e legionella sono i più diffusi e, una volta ingeriti, possono provocare sintomi più o meno gravi quali dolori intestinali, dolori muscolari, febbre, mal di testa, confusione, vomito.

Due soluzioni per eliminare i batteri dall’acqua di rubinetto e di pozzo

Prima di arrivare alle soluzioni partiamo dal presupposto che è sempre necessaria un’analisi dell’acqua, per comprendere poi successivamente le azioni da intraprendere. Una volta individuata la presenza di batteri e/o inquinanti è necessario depurare l’acqua. Come?

Far bollire l’acqua.

È la soluzione a cui tutti in prima battuta ricorrono. I batteri non sopravvivono a temperature superiori agli 80°. La temperatura di ebollizione dell’acqua va dagli 85° in montagna ai 100° sul livello del mare.

Far bollire tutta l’acqua che utilizziamo però è davvero poco pratico e non elimina gli eventuali metalli pesanti e inquinanti chimici o industriali presenti, oltre ad essere decisamente costoso. Quindi?

Depuratore d’acqua domestico.

L’installazione di un depuratore d’acqua domestico permette di avere a disposizione acqua sempre pura, pulita e sicura. Esistono in commercio diversi tipi di depuratori che agiscono in modi differenti. Vediamo quali sono.

Depuratore d’acqua a osmosi inversa

Ha un livello di filtrazione molto alto che elimina batteri e metalli pesanti come cadmio, mercurio, piombo, etc.

Depuratore d’acqua a microfiltrazione

I batteri vengono uccisi e viene eliminato anche il cloro presente nell’acqua, senza alterare le caratteristiche fisiche e chimiche dell’acqua e la presenza dei sali minerali necessari all’organismo.

Depuratore d’acqua a ultra-filtrazione

Si tratta di un metodo di depurazione a metà strada tra l’osmosi inversa e la microfiltrazione. È un processo di pura separazione meccanica che utilizza speciali membrane filtranti senza l’utilizzo di additivi chimici.

Non è facile individuare il depuratore più adatto per la tua situazione. D’altra parte devi trovare una soluzione efficace e sapere quali sono gli elementi e i batteri che potrebbero mettere a rischio la tua salute.

Non rimanere nel dubbio. Fai un’analisi gratuita dell’acqua della tua casa con un esperto Newline per scoprire quanto è sicura.